INTERVISTA A MAIS VINICIO


Non è raro che i nostri nuovi clienti venuti a prendere un caffè da noi e a visitare la nostra ditta rimangano incantati dalle fotografie che tappezzano le pareti: foto di bozzetti e prototipi, di auto leggendarie e di marchi storici.  Da parte degli interessati si manifestano così vive curiosità riguardanti questa o quella collaborazione prestigiosa e Vinicio Mais, fondatore della Pubblimais, non si fa pregare nel rispondere agli interrogativi degli interessati e a fornire talvolta qualche simpatico aneddoto.

Per condividere con quante più persone questi momenti, abbiamo cosi pensato a riepilogare le principali questioni che ci vengono poste e simulare una possibile intervista. Intervista che speriamo possa soddisfare la viva curiosità dei nostri attuali e futuri clienti nonché di tutti coloro che amano tutto ciò che profuma di Storia ...

Alla fine dell' intervista in fondo alla pagina abbiamo inoltre inserito ulteriori approfondimenti e aneddoti.


Mais Vinicio e la Pubblimais
Mais Vinicio e la Pubblimais

DOMANDA: Buongiorno Vinicio, com' è nata l'idea di aprire una azienda come la Pubblimais, che si occupa di grafica e di pubblicità?

 

VINICIO MAIS: Buongiorno.  Incominciamo dal principio.  Innanzitutto, con orgoglio sardo mi piace ricordare che sono nato a Carbonia in provincia di Cagliari.  Mio padre, contabile a Cagliari come civile presso l' esercito, considerando che la famiglia era piuttosto numerosa (ben cinque figli) fece richiesta di trasferimento in continente con il dubbio della scelta tra la città di Roma o quella di Torino.  Quando avevo circa 14 anni il trasferimento gli fu accordato e la scelta cadde su Torino città industriale con la Fiat ed un contorno di grande fascino rappresentato dalla Basilica di Superga, il Po, il Valentino, le montagne bianche e soprattutto la squadra del Grande Torino (mio padre infatti era anche arbitro di serie C e non resistette all' idea di trovarsi cosi vicino al campo Filadelfia calcato da quegli imbattibili campioni che fecero la storia del calcio).  Mio padre venne assunto cosi come contabile alla Scuola di Applicazione d' Arma di Torino di via Arsenale 22 di fronte alla vecchia RAI ed io, le mie tre sorelle e mio fratello ci ritrovammo a vivere la nostra gioventù in zona Regio Parco del capoluogo piemontese.

Vinicio, giunto giovanissimo a Torino e cresciuto in zona Regio Parco

D: A che età si accorse di essere particolarmente dotato in disegno?

 

VM: Sin da giovanissimo mostrai doti precoci per il disegno a mano libera ma terminata la scuola di avviamento al lavoro ero ancora incerto se continuare a studiare o cercarmi un lavoro.  Un giorno mi accorsi di non avere i soldi per comprarmi una piccola tenda da campeggio ed andare al mare con gli amici ad Albisola Marina; consultai così gli annunci di  "Stampa Sera"  e ne trovai uno che diceva:  "Ditta artigianale I.P.A.I. cerca ragazzi bravi in disegno per iscrizioni pubblicitarie su automezzi".  I titolari della ditta I.P.A.I si chiamavano MININNI e CASETTA ed avevano il laboratorio in zona Santa Rita in via Mombarcaro 92, sempre a Torino.  Mi presentai, fui preso in prova e dopo soli due mesi riuscii a comprarmi una mini tenda e a farmi la vacanza con gli amici! 

D: Quanto dovette attendere prima di cominciare a lavorare "seriamente"?

 

VM: Pochissimo, al ritorno dalla vacanza fui assunto dalla I.P.A.I., iniziai la mia attività di apprendistato e contemporaneamente frequentai una scuola serale statale di grafica in Via San Francesco da Paola a Torino.  Lì si studiava Storia dell' Arte, si creavano bozzetti a tempera e si eseguivano copie a matita di nature morte e dal vivo con modelle.  

Sopra: Vinicio durante il servizio di leva presso il corpo militare degli alpini. A destra: Vinicio apprendista a 16 anni
Sopra: Vinicio durante il servizio di leva presso il corpo militare degli alpini. A destra: Vinicio apprendista a 16 anni

D: E poi?

 

VM: E poi ... lavorai presso questa ditta ininterrottamente fino a metà del 1967 con la sola interruzione del servizio di leva nel corpo degli alpini nel 1961.  Fra l' altro durante la leva non rinunciai totalmente alla mia passione per il dipingere, infatti presso la caserma  "Beltricco"  di Dronero (CN) dipinsi a mano lo stemma in bassorilievo degli alpini e vari fregi e capitelli. 


D: In un' epoca senza macchine e stampanti in cui la tipologia del lavoro era tipicamente manuale quanto era importante saper dipingere bene a mano?

 

VM: Era sicuramente un aspetto decisivo che faceva sempre la differenza.  Le grafiche, i marchi, gli stemmi e i caratteri erano sempre disegnati a mano sul tecnigrafo ed i contorni dei disegni su carta da disegno normale o lucida venivano sempre bucati a mano con lo stesso procedimento usato da Michelangelo nel Rinascimento, ossia l' utilizzo di un bastoncino con un ago in punta da noi chiamato spuntino.  Su questi disegni bucati chiamati spolveri veniva sbattuto un involucro di pezza piena di talco che passando attraverso i buchi determinava i contorni da dipingere con tutta una serie di pennelli piatti e rotondi appropriati.

D: Che ricordo serba dei suoi maestri e più in generale di quel periodo?

 

VM: In un' epoca in cui pochissime ditte erano in gradi di eseguire lavori manuali ed artistici, i pochi "maestri" conservavano gelosamente la loro arte e conoscenza. Non c'era altra alternativa, anche per la mancanza di scuole ed accademie specializzate, che osservarli con curiosità ed attenzione e "rubare" loro il mestiere. Inoltre era una scelta obbligata per noi apprendisti quella di acquistare a proprie spese i vari tipi di pennelli occorrenti: questi ultimi infatti raggiungevano uno stato ottimale per dipingere con maestria solo dopo molti anni di uso continuo e quindi diventavano fondamentali e preziosissimi.

D: Affascinante l'era del pennello! E per quanto si protrasse?

 

VM: Andò avanti ancora per poco.  La ditta I.P.A.I. abbandono' quasi di punto in bianco il pennello per inventare un metodo ad intaglio di stagnola (applicata alle vetture)  mediante bisturi che permetteva di creare delle mascherine con verniciatura a spruzzo con risparmi notevoli di tempo e con risultati sorprendenti a livello di precisione di dettagli ed uniformità di colore.  La scoperta di questo procedimento che in seguito la concorrenza ci copiò coincise con l' inizio della nostra lunga collaborazione con la celebre ABARTH, un' azienda locata in Corso Marche 38 fondata da un giovane tecnico motorista della prestigiosa CISITALIA di nome Carlo Abarth, austriaco naturalizzato italiano che divenne molto popolare nel mondo dei motori e delle corse.  E' proprio da questa questa collaborazione che nacquero praticamente quasi tutte le grafiche sulle prime vetture sportive dell' Abarth detentrici di vari record in molte corse di velocità.

In seguito, alla fine del 1971 l' azienda Abarth fu acquistata dalla FIAT al pari della Lancia, ed io iniziai un nuovo lungo periodo di collaborazione con la Fiat Abarth che proprio allora comincio a collezionare tutte le serie di strepitose vittorie e record ai campionati mondiali di rally fino all' anno del ritiro dalle corse, il 1993.  Ancora oggi, essendo in possesso dei disegni originali delle grafiche di quasi tutte le vetture, la Pubblimais è in grado di accontentare le richieste di decine di amatori e collezionisti da tutta Europa che richiedono le grafiche fedeli alle vetture ufficiali dell' epoca d' oro del rally. 

Abarth, Pubblimais e Rally ... chissà quante altre cose interessanti le vengono in mente se ripensa a quel periodo!

 

Tante, troppe per essere citate tutte. Un pensiero particolare è per GIORGIO ROSSOTTO, un grafico geniale e dotatissimo interno dell'Abarth con il quale ho realizzato alcune delle più importanti grafiche delle storia del Rally e delle corse su Pista. Con la Pubblimais collaborò pure con un abilissimo verniciatore interno all' Abarth che firmava le vetture con lo pseudonimo "NITRO & C.", con il quale ci si scambiava i disegni e le grafiche per soddisfare la grande richiesta produttiva dell' Abarth di quel periodo. 

D: Qualche aneddoto particolare per gli appassionati?

 

VM: Ricordo tra le cose curiose che per un certo tempo andavo sempre con uno dei titolari ad eseguire presso la sede dell' Abarth in Corso Marche varie scritte e marchi in vernice.  Grazie alla mia precisione e cura per i dettagli ero entrato nelle grazie di Carlo Abarth, il quale voleva condurmi spesso nel suo ufficio privato dove primeggiava sempre un cestino di mele bellissime di vari tipi e colori.  Carlo mi incoraggiava a mangiarne quante ne volevo specificandomi che facevano bene alla salute, prevenivano tante malattie e che così facendo sarei vissuto sano e a lungo.  Era il suo modo per ringraziarmi del lavoro svolto e ancora oggi che ho 75 anni godo di ottima salute e vitalità e non ho perso l' abitudine di mangiarne 3-4 al giorno! 

Ricordo ancora che spesso Carlo mi tratteneva a lavorare oltre l' orario di chiusura ed io cercavo in tutti i modi di trovare delle scuse. Lo scambio di battute suonava pressappoco così:

Io: "E' tardi, dovrei andare a prendere le medicine per mia madre!"

Carl (accento tedesco): "Bene, dare a me ricetta, io mandare a comprare medicine!"

Io: "Grazie, però devo anche passare a prendere la mia ragazza che sta aspettando!"

Carl: "No problema, tu dare a me indirizzo e io mandare ragazza a prendere. Lei aspettare seduta comoda su divano e tu finire prima i lavori".

La fabbrica dell' Abarth in Corso Marche a Torino e il titolare, il leggendario Carlo Abarth (immagini originali tratte da questi link: foto 1 e foto2)

D: Torniamo al racconto della sua personale storia lavorativa.  Anno 1967, siamo finalmente ai giorni della fondazione della Pubblimais.

 

VM: L' atto di fondazione della ditta individuale PUBBLIMAIS di MAIS VINICIO risale esattamente al 5 Aprile 1967.  La ditta sorge in una antica via nobiliare, Strada Vicinale della Pronda che, allora come oggi, è delimitata all' ingresso del vicolo da un grande arco o portale in muratura.  La strada conduceva in origine ad una cascina di proprietà di un rinomato casato, poi la stessa via venne spezzata in due dal passaggio della ferrovia e conobbe molti cambiamenti estetici dovuti ad aperture (e chiusure) di nuove attività e alla costruzione di qualche caseggiato.  Dal lontano 1967 la nostra ditta è tra le poche cose che sono rimaste immutate e ancora presenti.

D: Dopo la fondazione chi sono stati i collaboratori di fiducia di cui si circondò?

 

VM: Non dovetti cercare molto lontano.  Assunsi immediatamente alle mie dipendenze uno dei miei ex datori di lavoro, Casetta, e più tardi feci lo stesso con MICHELE MININNI, nipote dell' altro mio ex datore di lavoro,  molto dotato in disegno e pitture artistiche a pennello. Michele lavorava nella prestigiosa PUBBLI AUTO, azienda contemporanea alla Pubblimais ed autrice delle primissime e indimenticabili decorazioni delle vetture Fulvia 1600 e Stratos, grafiche che ho continuato ad eseguire come Pubblimais dopo la chiusura della sopracitata ditta.  Entrambi questi due preziosi collaboratori mi affiancarono al lavoro fino al raggiungimento della loro età pensionistica.  Nel corso del tempo lo staff ha conosciuto diversi cambi di formazione con l' inserimento di altri validi professionisti e una ventina di anni fa anche mio figlio ROBERTO cominciò a seguire sempre più da vicino la mia attività sino a diventare un vero esperto in fatto creazioni grafiche al computer, tipologie di materiali da stampa, taglio ed applicazione degli adesivi su qualsiasi tipo di carrozzeria o supporto.

 


Foto in alto a sinistra: la vecchia 600 pubblicitaria dell' azienda; a destra, anni 80, Vinicio in posa con un veicolo;. Foto in basso a sinistra: anni 90, a destra Vinicio in primo piano con due collaboratori sullo sfondo; a destra, 1997,  in piedi Michele Mininni e Vinicio Mais festeggiano i 30 anni di attività.

D: Arriviamo agli inizi degli anni 90 e all' avvento delle nuove tecnologie quali computer, stampanti, plotter, laminatrici: come è stata affrontato dalla Pubblimais il forte cambiamento che ha investito la vostra attività nonché tutto il mondo lavorativo?

 

VM: Non ci fu grande possibilità di scelta, d' altra parte tutto il mondo ad inizi anni 90 si stava modernizzando.  
Dovemmo per forza attrezzarci con computer e programmi di grafica, io personalmente ricordo che feci molta resistenza ad abbandonare le vecchie tradizionali metodologie di lavoro perché ci ero affezionato e perché esse davano la possibilità di far emergere il talento e l' abilità individuale.   Con la diffusione dei nuovi macchinari tra le ditte grafiche l' avvenuto appiattimento di questi valori individuali è un fatto innegabile, ma è altresì da riconoscere che negli ultimi anni con le nuove tecnologie è possibile eseguire lavorazioni straordinariamente precise ed accurate.  
C' è un po' meno poesia e creatività di un tempo ma si è guadagnato in velocità, organizzazione e precisione. 

D: In concreto, di quali attrezzature la ditta Pubblimais dispone oggi?

 

VM: Attualmente disponiamo di varie stazioni grafiche, plotter, laminatrici e moderne tecnologie di stampa che ci permettono di riprodurre su veicoli pubblicitari, cartelli e striscioni, qualsiasi tipo di marchio o immagine fotografica con un forte impatto visivo ed un' ottima durata nel tempo grazie ad inchiostri speciali ed alla plastificazione a caldo anti U.V. (Ultravioletti).

D: Ha mai pensato, così per gioco, a calcolare su quante vetture la Pubblimais ha realizzato la grafica a partire dalle origini fino ai giorni nostri?

 

VM: Ipotizzando una media minima di circa 2-3 veicoli al giorno non è esagerato pensare che la Pubblimais abbia realizzato sino ad oggi qualcosa come 15.000 - 20.000 veicoli pubblicitari.

D: Di tutti questi ce ne sarà qualcuno a cui è rimasto più legato, vuoi per il prestigio dei committenti vuoi per l' eccezionalità della lavorazione ... 

 

VM: Se provo ad annoverare i lavori più importanti, e sicuramente ne dimenticherò qualcuno, non posso non menzionare la grafica completamente a pennello eseguita sulla vettura CISITALIA di Carlo Abarth e poi di proprietà del Conte Zanon.  Poi la vettura storica ITALA con scritte con scritte originali a pennello  "Parigi Pechino"  e la vettura OSELLA di Formula Uno (il pilota era Cheever) che ricevette in America il premio come  "Vettura più bella della Formula Uno".  E ancora, l' esecuzione in vernice dei filettini nero-blu che caratterizzavano tutte le vetture del parco macchine dell' Avvocato Gianni Agnelli e del Dott. Umberto Agnelli e la grafica MARTINI eseguita totalmente in vernice presso i cantieri navali di Viareggio sullo yacht del gruppo AZIMUT che partecipò al tentativo di Traversata dell' Atlantico senza rifornimento con a bordo un passeggero illustre quale il miliardario Rockefeller.  Per quest' ultima lavorazione ricevetti i complimenti e ringraziamenti scritti dei coniugi Rossi di Montelera commissionari del lavoro. 
Impossibile non citare la lunga collaborazione con il Designer Giorgetto GIUGIARO, per il quale realizzai la fornitura  degli adesivi di tutti i prototipi delle sue vetture e lavori, che raggiunse il culmine con la fornitura di adesivi riproducenti il logo TORINO 2006 Candidate City, da utilizzare per la presentazione in anteprima mondiale del Logo alla Stampa.

D: Ci indichi un principio o un valore che attraverso la sua carriera di artigiano è rimasto sempre vivo ed ispirante, e che ha trasmesso anche al figlio Roberto che dal 2010 ha ereditato la guida della ditta.

 

VM: Ho cercato di trasferire tutto il mio bagaglio di esperienza e conoscenza a ROBERTO, e non vi è gioia maggiore per un padre che vedere che gli sforzi sono stati premiati.  Mio figlio fortunatamente è dotato del giusto estro, buon gusto e ottime conoscenze informatiche che gli permettono di fare fronte brillantemente alle esigenze di gran parte della variegata clientela, dalle grandi Aziende ai collezionisti privati di rally di tutto il mondo dall' Europa al Giappone.  Ecco, se proprio vogliamo possiamo individuare alcune linee comuni all' interno della storia della Pubblimais nell' impegno ed il coraggio di mantenere sempre alta la qualità del servizio e dei materiali utilizzati senza mai cedere alla tentazione, in un periodo di conclamata crisi del lavoro e dell' economia, di trasformarci in una stamperia o copisteria che traggono i loro guadagni dalla quantità piuttosto che dall' eccellenza.  Ma anche valori come la cortesia, il clima familiare ed amichevole, la serietà, e la puntualità di consegna delle forniture sono punti forti della nostra squadra che si avvale da un anno anche dell' apporto di Mattia, un grafico giovane e promettente.

In alto a sinistra, fine anni 90, Roberto Mais ai suoi esordi nel cortile interno della Pubblimais; a destra Vinicio e Roberto Mais, padre e figlio, insieme. qualche anno più tardi.  In basso a sinistra, Mattia esegue un ritocco sotto gli occhi attenti di Vinicio; a destra una recente Lancia Fulvia appena finita di decorare.

D: Nel 2007 la Pubblimais è stata insignita dalla Città di Torino del  "Premio della Fedeltà al Lavoro e per il Progresso Economico".

 

 VM: Esattamente, e ricevere il premio direttamente dalle mani del Sindaco Sergio Chiamparino e Alessandro Barberis è stato davvero gratificante.  La cilegina sulla torta di una vita dedicata al lavoro che è sempre stato anche una passione.

                                                Vinicio Mais a sinistra, alla premiazione per la consegna del Premio insignito dalla Città

                                                di Torino. Al centro Sergio Chiamparino, a destra Alessandro Barberis.


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