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INTERVISTA A MAIS VINICIO


Non è raro che i nostri nuovi clienti venuti a prendere un caffè da noi e a visitare la nostra ditta rimangano incantati dalle fotografie che tappezzano le pareti: foto di bozzetti e prototipi, di auto leggendarie e di marchi storici.  Da parte degli interessati si manifestano così vive curiosità riguardanti questa o quella collaborazione prestigiosa e Vinicio Mais, fondatore della Pubblimais, non si fa pregare nel rispondere agli interrogativi degli interessati e a fornire talvolta qualche simpatico aneddoto.

Per condividere con quante più persone questi momenti, abbiamo cosi pensato a riepilogare le principali questioni che ci vengono poste e simulare una possibile intervista. Intervista che speriamo possa soddisfare la viva curiosità dei nostri attuali e futuri clienti nonché di tutti coloro che amano tutto ciò che profuma di Storia ...

L' intervista è stata scritta e pubblicata su questo sito nel 2016.

Alla fine dell' intervista in fondo alla pagina abbiamo inoltre inserito ulteriori approfondimenti e aneddoti.


Vinicio Mais fondatore della Pubblimais di Torino specializzata nella grafica delle vetture da rally abarth lancia fiat
Vinicio e la Pubblimais

DOMANDA: Buongiorno Vinicio, com' è nata l'idea di aprire una azienda come la Pubblimais, che si occupa di grafica e di pubblicità?

 

VINICIO MAIS: Buongiorno.  Incominciamo dal principio.  Innanzitutto, con orgoglio sardo mi piace ricordare che sono nato a Carbonia in provincia di Cagliari.  Mio padre, contabile a Cagliari come civile presso l' esercito, considerando che la famiglia era piuttosto numerosa (ben cinque figli) fece richiesta di trasferimento in continente con il dubbio della scelta tra la città di Roma o quella di Torino.  Quando avevo circa 14 anni il trasferimento gli fu accordato e la scelta cadde su Torino città industriale con la Fiat ed un contorno di grande fascino rappresentato dalla Basilica di Superga, il Po, il Valentino, le montagne bianche e soprattutto la squadra del Grande Torino (mio padre infatti era anche arbitro di serie C e non resistette all' idea di trovarsi cosi vicino al campo Filadelfia calcato da quegli imbattibili campioni che fecero la storia del calcio).  Mio padre venne assunto cosi come contabile alla Scuola di Applicazione d' Arma di Torino di via Arsenale 22 di fronte alla vecchia RAI ed io, le mie tre sorelle e mio fratello ci ritrovammo a vivere la nostra gioventù in zona Regio Parco del capoluogo piemontese.

Vinicio, giunto giovanissimo a Torino e cresciuto in zona Regio Parco

D: A che età si accorse di essere particolarmente dotato in disegno?

 

VM: Sin da giovanissimo mostrai doti precoci per il disegno a mano libera ma terminata la scuola di avviamento al lavoro ero ancora incerto se continuare a studiare o cercarmi un lavoro.  Un giorno mi accorsi di non avere i soldi per comprarmi una piccola tenda da campeggio ed andare al mare con gli amici ad Albisola Marina; consultai così gli annunci di  "Stampa Sera"  e ne trovai uno che diceva:  "Ditta artigianale I.P.A.I. cerca ragazzi bravi in disegno per iscrizioni pubblicitarie su automezzi".  I titolari della ditta I.P.A.I si chiamavano Alberto MININNI e Pierino CASETTA ed avevano il laboratorio in zona Santa Rita in via Mombarcaro 92, sempre a Torino.  Mi presentai, fui preso in prova e dopo soli due mesi riuscii a comprarmi una mini tenda e a farmi la vacanza con gli amici! Fra i miei colleghi figuravano Michele MININNI, nipote di Alberto, e DE GREGORIO di cui parleremo ancora più avanti perché giocheranno un ruolo importante.

D: Quanto dovette attendere prima di cominciare a lavorare "seriamente"?

 

VM: Pochissimo, al ritorno dalla vacanza fui assunto dalla I.P.A.I., iniziai la mia attività di apprendistato e contemporaneamente frequentai una scuola serale statale di grafica in Via San Francesco da Paola a Torino.  Lì si studiava Storia dell' Arte, si creavano bozzetti a tempera e si eseguivano copie a matita di nature morte e dal vivo con modelle.  

Sopra: Vinicio durante il servizio di leva presso il corpo militare degli alpini. A destra: Vinicio apprendista a 16 anni
Sopra: Vinicio durante il servizio di leva presso il corpo militare degli alpini. A destra: Vinicio apprendista a 16 anni

D: E poi?

 

VM: E poi ... lavorai presso questa ditta ininterrottamente fino al 1961 quando mi chiamarono per il servizio militare.  Fra l' altro durante la leva non rinunciai totalmente alla mia passione per il dipingere, infatti presso la caserma  "Beltricco"  di Dronero (CN) dipinsi a mano lo stemma in bassorilievo degli alpini e vari fregi e capitelli.  


D: In un' epoca senza macchine e stampanti in cui la tipologia del lavoro era tipicamente manuale quanto era importante saper dipingere bene a mano?

 

VM: Era sicuramente un aspetto decisivo che faceva sempre la differenza.  Le grafiche, i marchi, gli stemmi e i caratteri erano sempre disegnati a mano sul tecnigrafo ed i contorni dei disegni su carta da disegno normale o lucida venivano sempre bucati a mano con lo stesso procedimento usato da Michelangelo nel Rinascimento, ossia l' utilizzo di un bastoncino con un ago in punta da noi chiamato spuntino.  Su questi disegni bucati chiamati spolveri veniva sbattuto un involucro di pezza piena di talco che passando attraverso i buchi determinava i contorni da dipingere con tutta una serie di pennelli piatti e rotondi appropriati.

D: Che ricordo serba dei suoi maestri e più in generale di quel periodo?

 

VM: In un' epoca in cui pochissime ditte erano in gradi di eseguire lavori manuali ed artistici, i pochi "maestri" conservavano gelosamente la loro arte e conoscenza. Non c'era altra alternativa, anche per la mancanza di scuole ed accademie specializzate, che osservarli con curiosità ed attenzione e "rubare" loro il mestiere. Inoltre era una scelta obbligata per noi apprendisti quella di acquistare a proprie spese i vari tipi di pennelli occorrenti: questi ultimi infatti raggiungevano uno stato ottimale per dipingere con maestria solo dopo molti anni di uso continuo e quindi diventavano fondamentali e preziosissimi.

D: Affascinante l'era del pennello! E per quanto si protrasse?

 

VM: Andò avanti ancora per poco.  La ditta I.P.A.I. abbandono' quasi di punto in bianco il pennello per inventare un metodo ad intaglio di stagnola (applicata alle vetture)  mediante bisturi che permetteva di creare delle mascherine con verniciatura a spruzzo con risparmi notevoli di tempo e con risultati sorprendenti a livello di precisione di dettagli ed uniformità di colore.  La scoperta di questo procedimento che in seguito la concorrenza ci copiò coincise verso la metà degli anni '50 con l' inizio della collaborazione con la celebre ABARTH un' azienda locata in Corso Marche 38 fondata da un giovane tecnico motorista della prestigiosa CISITALIA di nome Carlo Abarth, austriaco naturalizzato italiano che divenne molto popolare nel mondo dei motori e delle corse.  

 

D: Abarth, quanti ricordi legati al rally e al mondo delle corse!

 

Si, mi sono ritrovato così in giovanissima età a lavorare come apprendista in Abarth insieme a De Gregorio il quale nel 1958 si distaccò dall' I.P.A.I., assunse come principale collaboratore Michele Mininni, molto dotato in disegno e pitture artistiche a pennello, e fondò una propria azienda che, grazie alla collaborazione strettissima con Abarth divenne molto nota nel mondo dei motori. Il nome di questa azienda era PUBBLI AUTO.  

 

D: E Pubblimais? come si inserisce in questo filone?

 

Io aprii la mia azienda PUBBLIMAIS nel 1967 e anche se realizzai già a partire dagli inizi degli ani '60 le livree di diverse vetture da rally, dalla Lancia Fulvia alla Stratos alle vetture Fiat. Di alcune di queste fui il primo in assoluto a realizzare in vernice le livree, ricordo per esempio le Fiat 131 livree MS e Olio Fiat, varie Ritmo, Fiat 127 e tante altre (N.d.R per visionare alcune delle livree realizzate in anteprima da Pubblimais e divenute famose visitare questo link).

Devo sottolineare come la vera e propria svolta per la mia carriera avvenne nel 1984 quanto Pubbli Auto chiuse improvvisamente i battenti. Questo fatto rappresentò per i dirigenti Abarth e gli addetti del settore una bella gatta da pelare, erano tutti in grande agitazione perché si era nel pieno della produzione delle vetture che dovevano correre e le decorazioni in vernice delle livree potevano essere realizzate solo da chi possedeva i segreti di lavorazione artigianale dell' epoca nonché l' abilità manuale necessaria per quei lavori di elevatissima difficoltà. Fui così contattato urgentemente dall' Abarth per intraprendere un rapporto molto più continuativo per la decorazione di una lunga serie di vetture che da li a poco cominciarono a collezionare tutte le serie di strepitose vittorie e record ai campionati mondiali di rally fino all' anno del ritiro dalle competizioni della Lancia avvenuto nel 1993  (N.d.R la celeberrima livrea Martini "a quadri" per la Lancia Delta Integrale, l' unica a correre su rossa nella storia, appartiene a quegli anni d'oro. Leggi la storia di questa livrea in questo link).

In un certo senso si può dire che mi ritrovai a raccogliere l' eredità della Pubbli Auto, utilizzando le stesse metodologie e segreti appresi tanti anni prima alla "scuola" dei nostri comuni grandi maestri, Casetta e Alberto Mininni e avendo nel frattempo assunto alle mie dipendenze proprio il già citato Michele Mininni, che accettò di passare nella mia squadra per poter continuare ad operare in un ambiente altrettanto stimolante e ricco di prospettive. 

Ancora oggi conserviamo una ampissima disponibilità di materiale come disegni, calci e misure e materiale fotografico esclusivo 

che ci permette di accontentare le esigenti richieste di centinaia di amatori e collezionisti da tutto il mondo che richiedono le grafiche fedeli alle vetture ufficiali dell' epoca d' oro del rally. 

 

La nostra pubblicità andata in onda negli anni 80 sui canali Videogruppo e Telemontecarlo. 

Curiosamente l' indirizzo ed il numero di telefono non sono cambiati da allora.

D: Abarth, Pubblimais e Rally ... chissà quante altre cose interessanti le vengono in mente se ripensa a quel periodo!

 

Tante, troppe per essere citate tutte. Ricordiamo che la Fiat a cavallo del 1970 rilevò sia Lancia che Abarth, pertanto da allora in aggiunta alle vetture da rally venivano ideate e prodotte numerose vetture per le corse su pista come ad esempio la Lancia LC2, di cui ebbi l' onore di eseguire il primissimo esemplare e gli altri successivi (firmati "PUBBLI MAIS TORINO"), conservati in importati collezioni come quella di FCA HERITAGE (link1) ed esposti da prestigiosi collezionisti esteri per manifestazioni internazionali seguitissime quali il festival presso il circuito di GOODWOOD in Inghilterra (link2).

Per quel che riguarda i personaggi che ricordo maggiormente, con la Pubblimais collaborò con un abilissimo verniciatore interno all' Abarth, Giuseppe Caglioti, che firmava le vetture con lo pseudonimo "NITRO & C.", con il quale ci si scambiava i disegni e le grafiche per soddisfare la grande richiesta produttiva dell' Abarth di quel periodo. La collaborazione continuò anche negli anni successivi anche per quel che riguarda la fornitura degli adesivi degli sponsor tecnici.

Un pensiero particolare va per GIORGIO ROSSOTTO, un grafico geniale e dotatissimo interno dell'Abarth con il quale ho realizzato alcune delle più importanti grafiche delle storia del Rally e delle corse su Pista. Soleva consegnarmi i suoi caratteristici disegni riproducenti le bozze grafiche realizzate a mano colorati con il pennarello, l' unico riferimento che avevo per tracciare le linee e realizzare la grafica vera e propria in vernice.

 

D: Qualche ulteriore aneddoto particolare o curioso per gli appassionati?

 

VM: Ricordo tra le cose curiose che per un certo tempo andavo sempre con uno dei titolari ad eseguire presso la sede dell' Abarth in Corso Marche varie scritte e marchi in vernice.  Grazie alla mia precisione e cura per i dettagli ero entrato nelle grazie di Carlo Abarth, il quale voleva condurmi spesso nel suo ufficio privato dove primeggiava sempre un cestino di mele bellissime di vari tipi e colori.  Carlo mi incoraggiava a mangiarne quante ne volevo specificandomi che facevano bene alla salute, prevenivano tante malattie e che così facendo sarei vissuto sano e a lungo.  Era il suo modo per ringraziarmi del lavoro svolto e ancora oggi che ho 75 anni godo di ottima salute e vitalità e non ho perso l' abitudine di mangiarne 3-4 al giorno! 

Ricordo ancora che spesso Carlo mi tratteneva a lavorare oltre l' orario di chiusura ed io cercavo in tutti i modi di trovare delle scuse. Lo scambio di battute suonava pressappoco così:

Io: "E' tardi, dovrei andare a prendere le medicine per mia madre!"

Carl (accento tedesco): "Bene, dare a me ricetta, io mandare a comprare medicine!"

Io: "Grazie, però devo anche passare a prendere la mia ragazza che sta aspettando!"

Carl: "No problema, tu dare a me indirizzo e io mandare ragazza a prendere. Lei aspettare seduta comoda su divano e tu finire prima i lavori".

La fabbrica dell' Abarth in Corso Marche a Torino e il titolare, il leggendario Carlo Abarth (immagini originali tratte da questi link: foto 1 e foto2)

D: Torniamo al racconto della sua personale storia lavorativa.  Anno 1967, siamo finalmente ai giorni della fondazione della Pubblimais.

 

VM: L' atto di fondazione della ditta individuale PUBBLIMAIS di MAIS VINICIO risale esattamente al 5 Aprile 1967.  La ditta sorse in una antica via nobiliare, Strada Vicinale della Pronda che, allora come oggi, era delimitata all' ingresso del vicolo da un grande arco o portale in muratura.  La strada conduceva in origine ad una cascina di proprietà di un rinomato casato, poi la stessa via venne spezzata in due dal passaggio della ferrovia e conobbe molti cambiamenti estetici dovuti ad aperture (e chiusure) di nuove attività e alla costruzione di qualche caseggiato.  Dal lontano 1967 la nostra ditta è tra le poche cose che sono rimaste immutate e ancora presenti.

D: Dopo la fondazione chi sono stati i collaboratori di fiducia di cui si circondò?

 

VM: All'apertura assunsi immediatamente alle mie dipendenze uno dei miei ex datori di lavoro, Casetta, e nel 1984 come già citato feci lo stesso con MICHELE MININNI, nipote dell' altro mio ex datore di lavoro Alberto Mininni.  Entrambi questi due preziosi collaboratori mi affiancarono al lavoro fino al raggiungimento della loro età pensionistica.  Nel corso del tempo lo staff ha conosciuto diversi cambi di formazione con l' inserimento di altri validi professionisti e in particolare di mio fratello Gianni. Una ventina di anni fa anche mio figlio ROBERTO cominciò a seguire sempre più da vicino la mia attività sino a diventare un vero esperto in fatto creazioni grafiche al computer, tipologie di materiali da stampa, taglio ed applicazione degli adesivi su qualsiasi tipo di carrozzeria o supporto.

 


Foto in alto a sinistra: la vecchia 600 pubblicitaria dell' azienda; a destra, anni 80, Vinicio in posa con un veicolo;. Foto in basso a sinistra: anni 90, a destra Vinicio in primo piano con due collaboratori sullo sfondo; a destra, 1997,  in piedi Michele Mininni e Vinicio Mais festeggiano i 30 anni di attività.

D: La Pubblimais non significa solo ed esclusivamente rally..... 

 

VM: No anzi ! La mola di lavoro una volta era davvero imponente. Tutte le più importante aziende e i marchi più conosciuti facevano a gara per venire da noi a decorare in vernice i loro veicoli. Tra le più grandi marche automobilistiche e di veicoli industriali bisogna citare Fiat e Viberti e tra le note aziende dell' epoca vanno assolutamente ricordate Rai, Panna Elena, Casa dei Cappelletti, Tortellini Rana, Godino Giocattoli, Caffè Costadoro, Galup, Loacker, Latte Abit e tante altre. Sono sicuro di averne dimenticate tantissime... (link)

Particolarmente pregiate erano anche tutte le esecuzioni miste pennello e vernice per le più importanti marche di birra (Foster's, Bulldog, Beck's, Guinness) sia sulle insegne in legno dei pub di Torino sia sui veicoli che venivano completamente decorati. 

 

D: Arriviamo agli inizi degli anni 90 e all' avvento delle nuove tecnologie quali computer, stampanti, plotter, laminatrici: come è stata affrontato dalla Pubblimais il forte cambiamento che ha investito la vostra attività nonché tutto il mondo lavorativo?

 

VM: Non ci fu grande possibilità di scelta, d' altra parte tutto il mondo ad inizi anni 90 si stava modernizzando, come oggi invece tutti si stanno digitalizzando.

Dovemmo per forza attrezzarci con computer e programmi di grafica, io personalmente ricordo che feci molta resistenza ad abbandonare le vecchie tradizionali metodologie di lavoro perché ci ero affezionato e perché esse davano la possibilità di far emergere il talento e l' abilità individuale.   Con la diffusione dei nuovi macchinari tra le ditte grafiche l' avvenuto appiattimento di questi valori individuali è un fatto innegabile, ma è altresì da riconoscere che negli ultimi anni con le nuove tecnologie è possibile eseguire lavorazioni straordinariamente precise ed accurate.  

C' è un po' meno poesia e creatività di un tempo e le abilità individuali sono state quasi annullate ma si è guadagnato in velocità, organizzazione e precisione. 

 

D: In concreto, di quali attrezzature la ditta Pubblimais dispone oggi?

 

VM: Attualmente disponiamo di varie stazioni grafiche, plotter, laminatrici e moderne tecnologie di stampa che ci permettono di riprodurre su veicoli pubblicitari, cartelli e striscioni, qualsiasi tipo di marchio o immagine fotografica con un forte impatto visivo ed un' ottima durata nel tempo grazie ad inchiostri speciali ed alla plastificazione a caldo anti U.V. (Ultravioletti). Inoltre siamo in grado di eseguire lavorazioni con procedimento serigrafico anche per piccolissime quantità.

pubblimais interno laboratorio computer stampante plotter a torino

D: Ha mai pensato, così per gioco, a calcolare su quante vetture la Pubblimais ha realizzato la grafica a partire dalle origini fino ai giorni nostri?

 

VM: Ipotizzando una media minima di circa 2-3 veicoli al giorno non è esagerato pensare che la Pubblimais abbia realizzato sino ad oggi qualcosa come 15.000 - 20.000 veicoli pubblicitari.

D: Di tutti questi ce ne sarà qualcuno a cui è rimasto più legato, vuoi per il prestigio dei committenti vuoi per l' eccezionalità della lavorazione ... 

 

VM: Se provo ad annoverare i lavori più importanti, e sicuramente ne dimenticherò qualcuno, non posso non menzionare la grafica completamente a pennello eseguita sulla vettura CISITALIA di Carlo Abarth e poi di proprietà del Conte Zanon (link).  Poi la vettura storica ITALA con scritte con scritte originali a pennello  "Parigi Pechino"  e la vettura OSELLA di Formula Uno (il pilota era Cheever) che ricevette in America il premio come  "Vettura più bella della Formula Uno" (link). E ancora, l' esecuzione in vernice dei filettini nero-blu che caratterizzavano tutte le vetture del parco macchine dell' Avvocato Gianni Agnelli e del Dott. Umberto Agnelli e la grafica MARTINI eseguita totalmente in vernice presso i cantieri navali di Viareggio sullo yacht del gruppo AZIMUT che partecipò al tentativo di Traversata dell' Atlantico senza rifornimento con a bordo un passeggero illustre quale il miliardario Rockefeller (link).  Per quest' ultima lavorazione ricevetti i complimenti e ringraziamenti scritti dei coniugi Rossi di Montelera commissionari del lavoro. 

Impossibile non citare la lunga collaborazione con il Designer GIORGETTO GIUGIARO, per il quale realizzai la fornitura  degli adesivi di tutti i prototipi delle sue vetture e lavori, che raggiunse il culmine con la fornitura di adesivi riproducenti il logo TORINO 2006 Candidate City, da utilizzare per la presentazione in anteprima mondiale del Logo alla Stampa (link)

D: Ci indichi un principio o un valore che attraverso la sua carriera di artigiano è rimasto sempre vivo ed ispirante, e che ha trasmesso anche al figlio Roberto che dal 2010 ha ereditato la guida della ditta.

 

VM: Ho cercato di trasferire tutto il mio bagaglio di esperienza e conoscenza a ROBERTO, e non vi è gioia maggiore per un padre che vedere che gli sforzi sono stati premiati.  Mio figlio fortunatamente è dotato del giusto estro, buon gusto e ottime conoscenze informatiche che gli permettono di fare fronte brillantemente alle esigenze di gran parte della variegata clientela, dalle grandi Aziende ai collezionisti privati di rally di tutto il mondo dall' Europa all' America al Giappone. Proprio recentemente Pubblimais ha ricostruito la grafica di uno di 4 esemplari esistenti al mondo di vettura Lancia LC1 in possesso di Dallara, una delle più grandi aziende del mondo specializzate nella progettazione e produzione di auto da corsa ed inoltre, sempre per Dallara, realizzato la grafica completa della Lancia Beta Montecarlo Turbo livrea onde marine. Entrambe le vetture, Lc1 e Beta Montecarlo, sono ospitate tutto l' anno presso gli spazi della Dallara Academy per poter essere visionate dal pubblico.

Ecco, se proprio vogliamo possiamo individuare alcune linee comuni all' interno della storia della Pubblimais nell' impegno ed il coraggio di mantenere sempre alta la qualità del servizio e dei materiali utilizzati senza mai cedere alla tentazione, in un periodo di conclamata crisi del lavoro e dell' economia, di trasformarci in una stamperia o copisteria che traggono i loro guadagni dalla quantità piuttosto che dall' eccellenza.  Ma anche valori come la cortesia, il clima familiare ed amichevole, la serietà, e la puntualità di consegna delle forniture sono punti forti della nostra squadra che si avvale da un anno anche dell' apporto dell' altro mio figlio Luca e di Mattia, un grafico giovane e promettente.

In alto a sinistra, fine anni 90, Roberto Mais ai suoi esordi come collaboratore nel cortile interno della Pubblimais; in alto a destra Vinicio e Roberto Mais, padre e figlio, insieme qualche anno più tardi.  In basso a sinistra, Mattia esegue un ritocco sotto gli occhi attenti di Vinicio ; in basso a destra Mais Vinicio con Giuseppe Caglioti alias NITRO in una recente foto.

D: Nel 2007 la Pubblimais è stata insignita dalla Città di Torino del  "Premio della Fedeltà al Lavoro e per il Progresso Economico".

 

 VM: Esattamente, e ricevere il premio direttamente dalle mani del Sindaco Sergio Chiamparino e Alessandro Barberis è stato davvero gratificante (link).  La cilegina sulla torta di una vita dedicata al lavoro che è sempre stato anche una passione.

chiamparino sindaco premia mais vinicio a torino

Vinicio Mais a sinistra, alla premiazione per la consegna del Premio insignito dalla Camera di Commercio di Torino. Al centro Sergio Chiamparino, a destra Alessandro Barberis.

 



NdR : INTERVISTA A MAIS VINICIO è stata preparata e pubblicata in questa pagina nel 2017. Per tutti gli aggiornamenti e le ultime news sull' attività della Pubblimais guidata da Mais Roberto potete consultare il nostro BLOG ed i nostri SOCIAL FACEBOOK, ISTAGRAM e YOUTUBE. E' consentita la riproduzione totale o parziale dell' intervista su altri siti web e blog purché siano citati il link della pagina e la fonte.

 


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